venerdì 20 luglio 2012

IL POPOLO DELLA CITTA': ANCHE CIVITAVECCHIA DEVE CONTRIBUIRE ALLA LIBERAZIONE DEI NOSTRI MARO’ IN INDIA


“Da cinque mesi due Marò, soldati della Marina Militare Italiana, sono in stato di arresto in India, in palese violazione della nostra sovranità nazionale. In considerazione del ruolo sempre più internazionale che Civitavecchia ricopre come primo porto europeo per il crocierismo, chiediamo apertamente che la Città aderisca all’appello e alla battaglia di giustizia che l’Italia sta portando avanti: riportare a casa i nostri due militari, ingiustamente trattenuti a migliaia di chilometri dalla patria. Chiediamo che sia appeso sul palazzo del Comune e nel porto il manifesto per la loro liberazione”.

E’ la proposta avanzata da Il Popolo della Città.

Per l’associazione cittadina “proprio mentre l’attenzione mediatica sulla vicenda sta scemando, occorre rialzare la guardia. Invitiamo le autorità civiche e portuali a prendere coscienza che Civitavecchia non è più solo un comune di provincia ma una città internazionale e come tale deve esprimere, interpretare e sostenere ciò che l’Italia vuole e ciò che gli italiani chiedono. Nel caso specifico, un manifesto illuminato con la scritta in italiano e in inglese “Liberate i nostri Marò” è ciò che ci si aspetta dalle città più importanti d’Italia ed è ciò che è stato fatto in numerose località anche minori. Girone e Latorre rappresentano la Patria e il Tricolore all’estero; devono poter tornare in Italia e abbracciare quanto prima le loro famiglie perché è ingiusto quanto sta accadendo. E Civitavecchia deve saper fare la propria parte. Ci auguriamo che il nostro appello venga accolto”.

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giovedì 19 luglio 2012

PAOLO BORSELLINO, 20 ANNI DOPO IL RICORDO E' SEMPRE VIVO

Vent'anni fa, alle 16.58 del 19 luglio 1992, un'autobomba imbottita di tritolo esplose in via D'Amelio, a Palermo, uccidendo il giudice Paolo Borsellino, e i suoi agenti di scorta Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cusina e Claudio Traina.
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Domenica 19 luglio 1992
L’ultimo giorno di Paolo Borsellino
Borsellino trascorre la mattinata a Villagrazia di Carini con la moglie Agnese e i figli Manfredi e Lucia (manca solo la figlia minore Fiammetta, 19 anni, in viaggio in Indonesia con alcuni amici). L’amico Giuseppe Tricoli: «Non li aspettavamo. Del resto Paolo non ci comunicava mai prima le sue visite. Li ho subito invitati a pranzare con noi. Paolo era sereno, tranquillo, scherzava…».
A un certo punto il giudice prende l’amico in disparte e gli confida: «Il tritolo è arrivato anche per me, lunedì scorso».


Oggi ricorre il ventesimo anniversario dalla strage di Via D’Amelio a Palermo, l’attentato mafioso in cui perse la vita il giudice Paolo Borsellino. Ogni anno, dopo quel 19 luglio del 1992, colui che è stato il magistrato più giovane d’Italia viene ricordato da tutti coloro che si riuniscono in quel luogo di morte e commemorazione, per tenere viva la memoria di un uomo che ha fatto la storia del nostro Paese.

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martedì 10 luglio 2012

NASCE ‘LA VOCE DEL POPOLO’ IL NUOVO STRUMENTO DI IN-FOMAZIONE DEL POPOLO DELLA CITTA’

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“La Voce del Popolo” è il nuovo strumento d’in-formazione dell’associazione Il Popolo della Città, che si rivolge a tutti i cittadini, a tutti gli iscritti e a tutti gli appassionati di cultura, di politica e dell’informazione legata al territorio e alla vita cittadina.

Il nuovo "foglio" sarà a diffusione online, consultabile dal nostro sito www.ilpopolodellacitta.it e cartacea, distribuito gratuitamente per la città.

La domanda che ci poniamo da sempre e che poniamo ai nostri concittadini è una sola ma non è di poco conto: chi non fa il politico di mestiere ha lo stesso diritto di parola e di opinione su quel che succede e non succede nella propria città, oppure no? Molti cittadini, compreso il sottoscritto, pensano proprio di sì ed è appunto questa l'idea che ha fatto nascere questo nuovo mezzo di comunicazione a diffusione popolare.

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